Può succedere di avere necessità di utilizzare un antidolorifico per i cani se notiamo che il nostro amico a quattro zampe ha qualcosa che non va. Quando un cane prova dolore non può “dircelo” a parole, ma lo comunica in modo molto chiaro con il comportamento. Riconoscere i segnali e intervenire correttamente è fondamentale per evitare che un fastidio acuto peggiori o si trasformi in un disagio più persistente. Cosa bisogna osservare? Quali sono le opzioni che solo il veterinario può valutare? Quali supporti naturali possono essere presi in considerazione con buon senso? Di seguito proveremo a dare una risposta chiara ed esaustiva a queste domande. Dolomiti BioHemp con il suo olio al CBD per cani promuove un approccio informato e orientato alla qualità e con tanta attenzione alla sicurezza.
Antidolorifici per cani naturali: cosa può supportare
Molti proprietari cercano soluzioni “naturali” per affiancare la gestione veterinaria, soprattutto nel lungo periodo. Qui è importante distinguere: naturale non significa automaticamente sicuro, e non tutto è adatto ai cani.
Tra i supporti più citati in letteratura e nella pratica nutrizionale ci sono:
- Omega-3 (EPA e DHA): spesso considerati utili come supporto nutrizionale nei percorsi dedicati al benessere articolare.
- Olio di canapa alimentare: fonte di acidi grassi, apprezzato per l’equilibrio nutrizionale; è diverso dagli estratti ricchi in cannabinoidi.
- CBD (cannabidiolo): composto non psicoattivo della canapa. Nella ricerca veterinaria è stato studiato soprattutto in relazione al dolore articolare. Lo studio riportato su MDPI infatti, sottolinea i benefici dell’olio al CBD sui cani affetti da osteoartrite.
- Arnica montana: è una pianta tradizionalmente impiegata per il suo effetto lenitivo su dolore e infiammazione. Nei cani può essere usata solo per applicazione locale (ad esempio in gel o unguento) sulle zone interessate, seguendo con attenzione le indicazioni del medico veterinario.
- Boswellia: è apprezzato perché contiene acidi boswellici, spesso citati per il loro possibile supporto nel controllo dei processi infiammatori. In alcuni casi, integratori a base di boswellia possono sostenere la mobilità e contribuire al benessere articolare, soprattutto quando sono presenti fastidi compatibili con l’artrosi, sempre con valutazione veterinaria.
- Artiglio del diavolo: questa pianta è nota per un impiego mirato nel disagio articolare, grazie alle sue proprietà considerate di supporto all’organismo in presenza di infiammazione. Eventuali integratori vanno inseriti nella dieta solo sotto supervisione del veterinario, per scegliere prodotto e modalità d’uso adeguate.
- Curcuma: contiene curcumina, un composto spesso descritto come antiossidante e con potenziale azione di sostegno nei processi infiammatori. L’integrazione alimentare, se ritenuta opportuna dal veterinario, può contribuire al comfort delle articolazioni e al controllo dell’infiammazione.
- Ananas: apporta bromelina, un enzima a cui vengono attribuite proprietà di supporto in ambito infiammatorio. Inserito con criterio nella dieta (e solo se compatibile con l’alimentazione del cane), può aiutare a favorire una risposta più equilibrata ai fastidi.
- Papaya: contiene enzimi come la papaina, associati a un possibile effetto di sostegno nei fenomeni infiammatori e nel drenaggio dei liquidi interstiziali. Integrare la papaya, se ben tollerata e con parere del veterinario, può essere un supporto per il benessere articolare.
- Esposizione al calore (naturale o localizzato) può risultare utile per favorire il rilassamento e dare sollievo alle articolazioni, contribuendo a ridurre la percezione dei fastidi articolari.
Scegliere i prodotti al CBD di Dolomiti BioHemp per il benessere dei tuoi amici a quattro zampe garantisce un approccio sicuro e controllato. La qualità, qui, non è un dettaglio: è la differenza tra un acquisto consapevole e un rischio inutile.

Riconoscere il dolore nel cane: e quando dare l’antidolorifico
Il dolore può essere legato a un evento improvviso (trauma, intervento, infiammazione) oppure presentarsi in modo più graduale, come accade spesso nei disturbi articolari. In entrambi i casi, il cane tende a “proteggersi” modificando la postura, il movimento e le reazioni.
Ecco alcuni segnali comuni che meritano attenzione e una valutazione veterinaria, soprattutto se persistono o peggiorano):
- Cambiamenti di umore e comportamento: apatia, irritabilità, ricerca eccessiva di isolamento o, al contrario, richiesta insolita di contatto.
- Evitamento del tocco: si sottrae alle carezze su un punto specifico, si irrigidisce o reagisce in modo brusco se viene manipolato.
- Calo dell’appetito: meno interesse per cibo e snack, o rifiuto improvviso della razione abituale.
- Alterazioni del movimento: zoppia, rigidità, difficoltà ad alzarsi, a salire le scale o a saltare sul divano.
- Espressioni e vocalizzazioni atipiche: guaiti, lamenti, ringhi “difensivi”, respirazione accelerata a riposo, mimica tesa.
Se il dolore è associato a trauma, ferite, gonfiore marcato, febbre, vomito, collasso o difficoltà respiratoria, non aspettare: contatta subito il veterinario o un pronto soccorso.
Antidolorifici e antinfiammatori per cani: l’approccio multimodale
La gestione del dolore, oggi, è spesso “multimodale”: significa combinare strategie diverse (farmaci, riabilitazione, gestione del peso, supporti nutrizionali) in base a causa, intensità e stato generale dell’animale. Proprio per questo l’autosomministrazione è rischiosa.
In ambito veterinario possono essere valutate, a seconda dei casi:
- Antinfiammatori non steroidei (FANS) veterinari: impiegati in molte condizioni dolorose e infiammatorie (ad esempio post-operatorio o problematiche articolari), ma richiedono controllo medico per tollerabilità e sicurezza.
- Oppioidi e analgesici specifici: usati soprattutto nel dolore moderato-severo o in contesti chirurgici/ospedalieri, con monitoraggio.
- Corticosteroidi: utili in alcune condizioni infiammatorie, ma non “intercambiabili” con i FANS e non adatti a ogni quadro clinico.
- Farmaci adiuvanti: in particolari tipi di dolore (per esempio neuropatico) il veterinario può integrare molecole dedicate.
- Terapie non farmacologiche: fisioterapia, mobilizzazione guidata, massaggi eseguiti da professionisti, idroterapia; spesso fanno una differenza concreta sulla qualità di vita.
Un punto chiave: mai usare farmaci per uso umano “adattando” quantità o frequenze. Alcune molecole comuni possono risultare pericolose per i cani anche a dosi che sembrano basse. La regola sicura è una sola: prima si visita, poi si tratta.
Sicurezza e qualità nella scelta dell’antidolorifico per cani
La parte più delicata non è “cosa scegliere”, ma come utilizzarlo responsabilmente. Ogni cane ha un’età, un metabolismo, una storia clinica e una sensibilità diversa. Anche quando si parla di supporti naturali, valgono alcune regole di prudenza:
- Parla con il veterinario prima di introdurre qualsiasi prodotto, soprattutto in caso di terapie in corso, patologie epatiche/renali o cane anziano.
- Evita il fai-da-te sull’utilizzo: i prodotti non sono tutti uguali (concentrazioni, veicoli, biodisponibilità) e le indicazioni vanno personalizzate.
- Scegli qualità verificabile: analisi di laboratorio di lotto, tracciabilità della biomassa, processi di estrazione e standard produttivi chiari.
- Osserva e registra: eventuali variazioni di appetito, feci, sonno o comportamento vanno annotate e riferite al veterinario.
Nella filosofia Dolomiti BioHemp, la canapa è prima di tutto una materia prima da trattare con rigore: filiera controllata, trasparenza e test di laboratorio sono i pilastri per orientarsi anche quando l’obiettivo è il benessere quotidiano del proprio animale.




