Partiamo subito dalla risposta: dipende! È impossibile definire a priori se CBD e farmaci possano essere utilizzati insieme perché non esiste una regola univoca. Dipende dal quadro clinico del paziente, è quindi sempre bene chiedere un consulto medico, soprattutto di fronte a patologie complesse.
Sulla base degli studi fatti sinora è comunque possibile fare delle considerazioni generiche, utili per comprendere meglio cosa succede quando si utilizzano CBD e farmaci contemporaneamente.
Iniziamo con il dire che in linea generale il CBD non provoca effetti collaterali e tantomeno psicotici. Il CBD è una sostanza naturale, presente nelle piante di canapa e apprezzato per i suoi tanti benefici, ad esempio come regolatore delle principali funzioni dell’organismo, calmante e antidolorifico.
La stessa OMS – Organizzazione Mondiale della Sanità dichiara che:
“Il CBD è generalmente ben tollerato e possiede un buon profilo di sicurezza. Gli effetti avversi segnalati potrebbero essere il risultato di interazioni farmaco-farmaco tra CBD e farmaci assunti dai pazienti”.
Come vengono metabolizzati CBD e farmaci nel nostro organismo
Gli eventuali effetti indesiderati si possono quindi riscontrare quando il CBD interagisce con altri farmaci.
Una volta assunto, infatti, il CBD viene inizialmente processato dal sistema digestivo, per poi raggiungere il fegato. È proprio il fegato a secernere particolari enzimi che scompongono il CBD e i farmaci in particelle più piccole, dette metaboliti, che verranno poi trasportate in tutto il corpo attraverso il sistema circolatorio.
Tra questi enzimi ci sono i CytP450 (particolari enzimi del citocromo) che però tendono ad essere inibiti dal CBD. Significa che in alcuni casi il CBD rallenta o addirittura blocca temporaneamente l’attività dei CytP450 con il rischio che i farmaci assunti vengano metabolizzati più lentamente e rimangano quindi nell’organismo più del tempo necessario.
L’assunzione parallela di CBD e farmaci può quindi portare a diverse conseguenze, ovvero:
- eventuali effetti collaterali;
- aumento dell’effetto dei farmaci metabolizzati dagli enzimi CytP450;
- diminuzione degli effetti del CBD quando si assumono farmaci che stimolano la produzione di enzimi CytP450;
- aumento degli effetti del CBD quando si assumono farmaci che inibiscono la produzione di CytP450.
Quando CBD e farmaci possono essere usati insieme?
È vero quindi che spesso l’interazione tra CBD e farmaci altera gli effetti della cura ma questo non significa per forza che le due sostanze non possano essere usate insieme.
Ci sono però medicinali che inibiscono il sistema enzimatico CytP450. In questi casi l’utilizzo parallelo del CBD andrebbe evitata o comunque limitata. Ma come possiamo riconoscere questi farmaci? Un aiuto potrebbe arrivare dal “test del pompelmo”. Il pompelmo, infatti, si comporta esattamente come il CBD e quindi inibisce gli enzimi CytP450. Pertanto, quando sul foglietto illustrativo del farmaco è sconsigliata l’assunzione di pompelmo o succo di pompelmo è bene evitare anche quella del CBD. Le categorie di medicinali più a rischio di solito sono gli antibiotici, gli steroidi, antistaminici, antidepressivi o i beta bloccanti, per citare i più comuni.
Indipendentemente dalla categoria, però, ogni farmaco ha una specifica formulazione che merita una valutazione a sé. Vale quindi sempre il consiglio iniziale: evitare il fai da te e chiedere sempre un consulto medico, ricordando che comunque il CBD può affiancare ma non sostituire le cure farmacologiche tradizionali.






